Deinos – Una recensione (commentata)

Il gorgonops è triste. Nessuno lo capisce. Nessuno gli vuole bene.

Han fatto bene ad estinguersi i dinosauri!

Questa in sintesi l’opinione del primo lettore che si è impegnato nella lettura di Deinos e ne ha postato un commento sul proprio blog.

Ecco alcuni stralci della lunga analisi.

Riguardo Gorgonops! L’invasione degli esseri impossibili:

Per la prima volta nella storia dell’umanità, la cometa Apophis passa accanto al nostro pianeta, e il suo passaggio è visibile da terra. La giornalista Lorella e il cameraman Davide stanno facendo un servizio sulla cometa, quando accade l’impossibile: mentre alcune persone crollano in preda alle convulsioni, piccoli dinosauri sbucano dal nulla e cominciano a fare mattanza. Davide e Lorella dovranno trovare il modo di mettersi in salvo e capire cos’è successo.


Questo racconto, associato alla parola “dinosauri”,
suona come una presa in giro. Sembra che l’autore abbia scritto un racconto sugli zombie, o sui lupi mannari, e poi abbia sostituito ogni occorrenza della parola “zombie” o “licantropo” con “dinosauro”. Niente distingue infatti questi dinosauri dal Mostro Carnivoro Infetto Standard. Del resto, quando prova a descriverne uno la cosa si fa ancora più imbarazzante: il primo che scorgono ha i denti a sciabola e assomiglia a una pantera, solo che è verde. OMG.


Fastidiosa poi la mania di
utilizzare i corsivi per sottolineare i dettagli scabrosi: “Davide fece in tempo a notare quanto fosse magro e come avesse la pelle lurida e cadente, prima di focalizzare la propria attenzione sulle sue enormi zanne a sciabola grondanti sangue“; più avanti: “La carne dell’ormeggiatore si sciolse, spargendosi sul molo come siero. Le sue ossa si allungarono. La sua faccia incominciò a crescere.” E tu non sai scrivere.
Tra le varie trovate
retard, l’idea che gli animali vengano al mondo con su l’etichetta col nome:

Aspetta, c’è un notiziario straordinario in televisione. […] Allora, qui dice di nuovo che sono dinosauri, con un nome tipo Gorgoni… Gorgonoidi…”

Insomma, il classico racconto d’inizio invasione con i dinosauri appiccicati, lungo e ripieno di noia.

EDIT: L’autore mi ha fatto presente che i Gorgonopsi non se li è inventati lui ma sono realmente esistiti. Fonte Wikipedia: Gorgonops.
Quindi il fatto che i media si riferiscano a loro col nome di “gorgonopsi” non è un errore. Dimostrazione che io stesso non mi ero documentato a sufficienza prima di scrivere questo pezzo!


Mi scuso con l’autore e lo ringrazio della correzione^^

In conclusione: BOCCIATO 

Giganteschi mostri zannuti emergono dalle carni dei malcapitati, sotto la spettrale luce della cometa Apophis. Come si fa a non amarli?

Riguardo Deinos in generale:

(…) i racconti sono deludenti anche secondo gli stessi parametri del concorso. Ad eccezione di Deinosrestaurant (che però è brutto per altri motivi), e in parte Effetto Lazzaro, non c’è nulla di tipicamente “dinosauresco” in questi racconti, qualcosa che avrebbero potuto fare solo i dinosauri e non altre creature.

Sembra di leggere racconti di invasione di Mostri Kattivi Random con appiccicati sopra l’etichetta “dinosauro”. Ma se ci fossero stati zombie o lupi mannari o shoggoth sarebbe stato uguale. (…)

Quanto ai racconti migliori, brillano per immersività (Effetto Lazzaro), buone trovate (Profumi), demenzialità (Hic Sunt Dracones) – ma non certo per sense of wonder. Dal punto di vista delle ideeDeinos non avrebbe potuto essere più banale.

(…)

Da molti di questi racconti, soprattutto, trasuda pigrizia. Non ci ho visto ricerca, la volontà di documentarsi sui dinosauri per partorire un racconto che li distinguesse dalla massa dei mostri. Forse c’era solo la voglia di partecipare a più concorsi possibili, buttando giù la prima idea che veniva in mente.
Il risultato? Non solo
Deinos è un’antologia bruttina (vale la pena di leggere solo i primi tre-quattro racconti), ma con ogni probabilità non piacerà neanche alla “nicchia” di lettori per cui era stata pensata, ossia gli amanti dei dinosauri (…)
Il rischio è che quest’antologia circoli solamente tra i partecipanti al concorso e gli amici dei partecipanti, oggetto di tante pacche sulle spalle e occhi luccicanti: “mi hanno pubblicato in un’antologia!”.

A chi altri potrebbe interessare?

Un’altra ricostruzione del Gorgonops. Di che colore era il mantello? Alcuni paleontologi lo immaginano verde, altri grigio, scuro o rossastro. Nel racconto sarebbe una roba scagliosa e verde, con le movenze paragonabili a quelle di un grosso felino

Va innanzitutto ringraziato l’estensore della recensione per aver letto e trovato il tempo di commentare l’antologia. Criticare la critica non avrebbe senso, ma si può sublimare anche da questo opus nigrum qualche riflessione che possa aiutare per racconti futuri:

Dinosauri come “mostro standard”: interessante obiezione; effettivamente Gorgonops! è la storia di un’invasione impossibile di dinosauri mannari risvegliati dal passaggio di una cometa. Sarebbero potuti essere anche mostri o granchi mutanti e la storia sarebbe stata uguale: vero! L’unica nota di imprescindibilità è che i Gorgonops sono la specie da cui sarebbero derivati i mammiferi e quindi l’unico dinosauro (a parte i precedenti diretti) la cui “impronta genetica” (e che è?) si potrebbe ritrovare nel  nostro DNA di uomini. Da cui la mutazione durante il passaggio della cometa. Inoltre i Gorgonops della storia saltano, corrono e azzannano come da loro natura dinosauresca. Argomentazioni troppo esili? Faremo di meglio la prossima volta.

Uso dei corsivi per sottolineare passaggi scabrosi: mi piace, che ci si può fare? Penso che lo userò anche in futuro.

Classico racconto di invasione, lungo e pieno di noia: sulla percezione di noia e banalità non posso sindacare; anche su questo si potrà fare di meglio la prossima volta.

Chi leggerà mai questi racconti?: Ottima obiezione; non esiste alcuna circolazione di questi racconti fuori dal circuito degli internauti stra-appassionati di narrativa fantastica, il classico giro dei 15 lettori manzoniani di una certa cricca. Eppure il risultato sarebbe analogo se i racconti fossero pure stati il massimo del massimo.

Anche da questo punto di vista si dovrebbe lavorare maggiormente.

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6 thoughts on “Deinos – Una recensione (commentata)

  1. È interessante notare che i gorgonopsidi, se fossero inventati, non sarebbero evidentemente credibili.
    L’evoluzione attraverso la selezione naturale, evidentemente, non ha letto i manuali giusti.

    Bel racconto, tra l’altro (ma io, naturalmente, non faccio testo).

    • No certo, mica fai testo… sei solo esperto di narrativa E di dinosauri… Comunque il racconto come tutte le cose poteva venire fuori meglio. Avevo pensato a una cosa più lunga con una fuga in vespa tra le macchine mentre i gorgonopsidi saltellavano dietro, una cosa alla Shea le Bouf per intenderci😉 Poi i limiti di tempo e battute sono stati tiranni…
      Quello che però mi piace della mia storia (ogni scarrafone…) è il clima di scanzonata minchiata che volevo ricreare. Scanzonata minchiata che si manifesta nel concetto di una cometa verde a forma di teschio che attraversa il cielo e trasforma gli uomini in dinosauri mannari per colpa del dna mitocondriale recessivo mambojambo…
      Ma anche le scanzonate minchiate possono sempre esser fatte meglio, dopotutto…

      • Sì, dai, esperto di narrativa… lasciamo perdere.
        Comunque il lato B-Movie della storia è proprio quello che permette di mettere in prospettiva tutto il resto.
        La vita sarebbe molto molto triste, senza una scanzonata minchiata ogni tanto.
        Poi, certo, si può sempre fare meglio – ma da qualche parte si dovrà pur cominciare.

  2. Gorgonops l’ho letto a suo tempo quando lo hai messo per la prima volta sul blog e mi ha lasciato un ricordo piacevolissimo, appunto da B-movie.
    Posso dire la mia sulle obbiezioni? Va beh, io la dico anche se non gliene frega niente a nessuno!
    1) Dinosauri come mostri standard: si, ma non è necessariamente un male. Direi una scelta dell’autore che può piacere o può non piacere, ma rientra in una questione di gusti più che di errore oggettivo. E comunque il tema dell’antologia è horror-apocalittico, quindi ci sta.
    2) Uso dei corsivi per sottolineare passaggi scabrosi:ok, fa molto pulp ma questo effettivamente sarebbe da evitare come la peste. Comunque non verrai decapitato per questo!🙂
    3) Classico racconto di invasione, lungo e pieno di noia: classico è classico, ma si lascia leggere più che volentieri.
    4) Chi leggerà mai questi racconti?: allora non scrive più nessuno perchè non si sa se esiste un pubblico? Ricordiamoci che il libro è gratuito e realizzato da appassionati, il che non giustificherebbe un’eventuale bassa qualità, ma è anche vero che non ti costringe a ragionare in termini di mercato.
    Una delle cose che preferisco del racconto è che si tratta di una tipica storia stile “ciclo alta tensione” ma ben ambientata in Italia. La fuga in vespa infatti è una vera chicca!🙂

  3. L’avevo letto tempo addietro, l’ho riletto con piacere. Mi piace l’ambientazione italica, la caratterizzazione del direttore (MINCHIA!), l’impostazione generale. Mi lascia un po’ perplesso l’anticlimax da una narrazione molto dettagliata, come è all’inizio del racconto, a una conclusione quasi frettolosa – anche se il finale è molto adatto. Certo, suppongo che sia colpa dei limiti del concorso…
    I corsivi hanno dato fastidio anche a me, mi dispiace…😦 per il resto è davvero un buon racconto. Minchia, i dinosauri!🙂

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